Quello Stracchino fatto a mano

da IL GAZZETTINO – Venerdì 25 aprile 2014
VIAGGIATORI PER CACIO

Quello Stracchino fatto a mano

“Aprile, dolce dormire”. La primaverile pigrizia di questi giorni ricorda l’incedere indolente delle vacche di ritorno alla fine dell’alpeggio, ebbre di un’estate spesa al pascolo e pronte per un inverno al caldo nelle stalle.
Quindi la curiosità di questo appuntamento prende il nome da “Stracch” che in lombardo significa appunto “stanco”. Ecco a voi lo stracchino. Il signor Giuseppe dello spaccio Romio di Camisano, un “casoin” d’altri tempi, vuole stupirci con qualcosa che alcuni presumono di “conoscere già”.
Questo “stracchino” è fatto a mano in tutti i suoi passaggi, compresa formatura e incarto e non assomiglia ai cugini industriali. Fatto con latte assolutamente locale viene prodotto della famiglia di Urbano Castellan che conduce il caseificio omonimo con moglie e tre figlie, a Travettore (Rosà).
Una eccellenza artigianale nel suo settore. Noi lo assaggiamo: candido e lucido, effettivamente consistente e fondente, prevedibilmente acidulo, con dolcezza che prevale lasciandoci un tondo e latteo piacere. Prima di schioccare la lingua sul palato adagiamolo su un nido di “agretti”, magari con un ovetto di quaglia ed uno schietto e dissetante calice di Manzoni bianco di Colvendrà.

Desideria e C.

Il Gazzettino - 25 aprile 2014

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