Quando il formaggio è femmina e vince l’oscar - da La Nuvola del Lavoro, blog del CORRIERE DELLA SERA

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da La Nuvola del Lavoro, blog del CORRIERE DELLA SERA – domenica 26 marzo 2017
Blog rivolto ai giovani e ai temi dell’occupazione

di Laura Aldoisio

Quando il formaggio è femmina e vince l’oscar

Tre donne, sorelle e imprenditrici che dettano il ritmo del caseificio Castellan. Sono salite sul palco a ritirare la statuina dell’Italian cheese awards per due anni consecutivi, 2015 e 2016, assegnata allo stracchino prodotto dalla realtà artigianale di Rosà nel vicentino. Ha già vinto due volte anche come miglior formaggio a pasta molle del Veneto: le regionali, insomma, oltre alle nazionali.

Riconoscimenti che confermano l’eccellenza che il fondatore, il padre Urbano, ha sempre ricercato. «Nel 1969 aveva rilevato un piccolo caseificio di paese con i suoi fratelli. Ha puntato tutto sulla qualità», racconta Sonia. Oggi è ancora così, ma con l’intraprendenza di nuove intuizioni. «La concorrenza è alta, bisogna farsi trovare pronti». Il padre ha consegnato l’attività nelle mani delle tre figlie Sonia, Manola e Sara che ora, con il supporto di un consulente esterno, stanno assumendo ognuna il proprio profilo per una strutturazione maggiore dell’impresa.

Oltre al passaggio generazionale l’azienda sta vivendo il ricambio tra i dipendenti. Dopo l’addio di chi lavorava con la famiglia da trent’anni, i nuovi apprendisti si stanno inserendo per sostituire le risorse vicine alla pensione.

«I giovani portano una ventata di aria diversa e una mentalità nuova. Stiamo seguendo un corso di marketing per rinnovare l’azienda. Quello che non intendiamo modernizzare è la produzione perché è l’unico modo che vogliamo perseguire per far mangiare bene le persone, bisogna averne coscienza». Il formaggio fresco difficilmente si lavora con le macchine. «Un tentativo è stato fatto ma tutte le fasi fino all’incartamento, pesatura e porzionamento hanno bisogno dell’umano. Manteniamo l’originalità della produzione grazie al latte che, a pochi chilometri dal caseificio, quindici stalle preparano per noi».

produzione

220  quintali di latte ogni giorno vengono trattati dai dipendenti, 25 persone, «un numero quest’anno in crescita perché abbiamo introdotto i prodotti di latte di capra».

Formaggi talmente freschi e senza additivi industriali per la conservazione che devono essere consumati entro due settimane dal confezionamento.
La fedeltà alla qualità originaria unitamente all’introduzione di nuovi tipologie di formaggio e all’espansione del commercio stanno accompagnando le tre sorelle a combattere «la lotta più aspra: far riconoscere la qualità dei prodotti».
Anche quest’anno lo stracchino Castellan è stato accolto tra i primi dieci prodotti della sua categoria all’Italian Cheese Awards. Ancora da decretare il vincitore. L’appuntamento è a fine aprile.

 

 

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